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Metodo classico e metodo Charmat

metodo classico e metodo charmat

Gli spumanti si possono produrre tramite il metodo classico e tramite il metodo Charmat.

Il metodo classico o champenois, prevede che la presa di spuma avvenga in bottiglia, il metodo Charmat, ove la presa di spuma avviene invece in autoclave.

In passato si producevano spumanti anche con l'aggiunta di anidride carbonica, pratica ora vietata. La produzione degli spumanti deve avvalersi solo dell'uso di lieviti.

Grazie a questi lieviti gli zuccheri fermentano trasformandosi in alcol e anidride carbonica. In particolare, visto che lo sviluppo dell'anidride carboni avviene in recipiente chiuso e sigillato (bottiglia o autoclave) si genera la cosiddetta presa di spuma che contraddistingue i vini spumanti (champagne inclusi).

L'uva va raccolta in uno stato di maturazione non troppo avanzato e per la produzione ci si rifà alla tecnica di vinificazione in bianco. Verso la primavera, conclusa la prima fase di fermentazione si effettua il cuvée, detto anche taglio, selezionando e assemblando diverse partite di vino al fine di ottenere il prodotto desiderato.

Nel metodo classico a questo punto avviene l'imbottigliamento del vino unendo a quest'ultimo uno sciroppo in grado di favorire la rifermentazione in bottiglia.
Le bottiglie vengono chiuse da prima con un tappo di plastica funzionale al raccoglimento della feccia ancora presente nel vino e successivamente con tappi a corona.

Nel giro di 2-3 mesi, con l'esaurimento degli zuccheri, la pressione all'interno della bottiglia arriva a 6-7 atmosfere, necessarie e sufficiente per avere un ottimo perlage. Le bottiglie, in posizione orizzonate, rimarranno in questa condizione per 2-3 anni, tempo necessario per definire il bouquet del vino.

Alla fine di questa fase, per rimuovere i residui dei lieviti le bottiglie vengono scosse poi posizionate a testa in giù al fine di concentrare i depositi nel tappo della bottiglia, così facendo dopo diversi giorni, aprendo e richiudendo la bottiglia, si rimuovono questi depositi.

Per finire, prima della definitiva tappatura, si aggiunge una miscela di zucchero e spumante vecchio, Cognac o Armagnac al fine di conferire l'essenza tipica dello spumante desiderato, che ogni cantina conserva e custodisce in maniera gelosa e spesso segreta.

Al contrario di quello classico il metodo Charmat prevede la rifermentazione in un grande contenitore chiamato autoclave, capace di resistere a pressioni anche di 10 atmosfere.

Il metodo Charmat può essere corto o lungo, comunque in linea generale si può dire che questo sistema è un sistema di spumantizzazione più rapito ed economico di quello tradizionale, ideale per vino dal modesto periodo di affinamento caratterizzati da aromi freschi, sono un ottimo esempio l'Asti spumante.

Buona degustazione e... cin cin!

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